Riecine

(GAIOLE IN CHIANTI – SIENA) Tra le realtà più rappresentative del Chianti Classico, Riecine ha contribuito in modo decisivo a ridefinire il ruolo del Sangiovese nel panorama toscano, affermandosi come una delle cantine di riferimento per eleganza, autenticità e fedeltà al territorio.

Storia di Riecine

Sebbene il nome Riecine compaia già in un documento della vicina Badia di Coltibuono risalente al 1112, la storia moderna della tenuta prende forma nel 1971, quando l’inglese John Dunkley e la moglie Palmina Abbagnano acquistano un piccolo podere sulle colline di Gaiole in Chianti. Da poco più di un ettaro di vigneto nasce un progetto destinato a lasciare un segno profondo nella storia del Chianti Classico: le prime bottiglie vengono prodotte nel 1973 e conquistano rapidamente il favore della critica internazionale.

In un’epoca in cui il Sangiovese veniva spesso affiancato da altri vitigni, Dunkley fu tra i primi a credere nelle potenzialità del Sangiovese in purezza, contribuendo a definire uno stile essenziale, territoriale e di straordinaria longevità. Un percorso che avrebbe trovato ulteriore slancio con l’arrivo, nei primi anni Novanta, dell’enologo Sean O’Callaghan, figura fondamentale nell’evoluzione della cantina e artefice di un’identità stilistica oggi riconosciuta tra le più raffinate della denominazione.

Dopo il passaggio a diverse proprietà internazionali, nel 2024 Riecine è tornata in mani italiane con l’acquisizione da parte di Alessandro Campatelli, già direttore tecnico dell’azienda, che oggi ne guida il progetto enologico affiancato dalla consulenza di Carlo Ferrini. La tenuta si estende per circa 35 ettari, di cui 15 vitati, distribuiti tra alcune delle zone più vocate del comune di Gaiole in Chianti, per una produzione di circa 80.000 bottiglie all’anno.

Filosofia di Riecine

Riecine ha costruito la propria reputazione su un’idea di Chianti Classico essenziale e profondamente legata al territorio. Il Sangiovese rappresenta il cuore della produzione e viene interpretato con l’obiettivo di esaltarne eleganza, freschezza, tensione e capacità di raccontare le peculiarità dei diversi vigneti di Gaiole.

I vigneti sono coltivati secondo i principi dell’agricoltura biologica, con un approccio rispettoso dell’equilibrio naturale e interventi ridotti al minimo.

In cantina prevalgono fermentazioni spontanee con lieviti indigeni, mentre cemento, botti grandi e tonneaux già utilizzati vengono impiegati con estrema misura, privilegiando precisione, trasparenza espressiva e integrità del frutto. Il risultato sono vini dalla trama fine, vibrante e sapida, capaci di coniugare profondità, equilibrio e notevole capacità evolutiva.

Vini di Riecine

I vigneti aziendali si sviluppano tra i 450 e i 500 metri di altitudine, suddivisi tra il podere storico di Riecine, dove si trovano alcune delle vigne più vecchie dell’azienda impiantate nel 1968 su suoli di galestro e argilla, Vertine, caratterizzato da terreni calcarei e ricchi di scheletro, e La Casina, dove prevalgono suoli più profondi e sabbiosi. Ogni parcella viene vinificata separatamente, permettendo di valorizzarne le peculiarità prima dell’assemblaggio finale.

La gamma ruota attorno al Chianti Classico, proposto nelle versioni Annata, Riserva e Gran Selezione Vigna Gittori, quest’ultima proveniente da uno storico vigneto posto a circa 500 metri di quota e considerata la massima espressione del terroir aziendale. Accanto ai vini della denominazione spicca il celebre Riecine di Riecine, ottenuto dalle vigne più vecchie della tenuta e affinato esclusivamente in cemento, senza utilizzo del legno, tra le interpretazioni più pure e identitarie del Sangiovese di Gaiole.

La Gioia, storico Toscana IGT, nasce invece da un blend di Sangiovese e Merlot in percentuali variabili a seconda dell’annata, con un affinamento in tonneaux che ne accresce struttura e complessità mantenendo intatta l’eleganza che contraddistingue lo stile della cantina.

Completano la produzione il TreSette, Merlot in purezza proveniente dai vigneti più elevati dell’azienda, il Bianco di Riecine, originale interpretazione del Trebbiano con macerazione sulle bucce, e Palmina, raffinato rosato da Sangiovese dedicato alla cofondatrice della tenuta.

Previous articleErnesto, il nuovo ready-to-drink low alcohol fiorentino
Jean Marco Palmieri
Jean Marco Palmieri è l'editor in chief di Italy’s Finest Wines, storico portale sul turismo del vino in Italia fondato da Daniel Thomases che vanta oltre 2 milioni e 100mila lettori e 6 milioni di interazioni annuali. Il sito web curato da Jean Marco Palmieri ha lo scopo di promuovere il vino, non esclusivamente come prodotto di consumo, ma come sintesi di territori, personaggi e vitigni autoctoni. Non una guida, ma un portale di divulgazione e approfondimento per gli appassionati del vino in Italia, con focus su tre punti cardine: Storia, Filosofia e Terroir FOLLOW US ON INSTAGRAM @JEAN_MARCO_PALMIERI