Bartolo Mascarello

(BAROLO – CUNEO) Icona del Barolo, vini dal carattere elegante, tradizionale ed artigianale.

Storia di Bartolo Mascarello

Bartolo Mascarello è una leggenda nel mondo del Barolo e delle Langhe, un produttore di dimensioni ridotte che ha scritto pagine importanti nella storia di questa denominazione. Fondata nel 1919 da Giulio Mascarello, reduce dalla prima guerra mondiale, la cantina Mascarello è nata a Barolo con l’obiettivo di creare vini di qualità, unendo passione e competenza.

Giulio ha investito con notevoli sacrifici nell’acquisto di piccole porzioni di vigneti, concentrandosi in particolare nelle zone di Cannubi, San Lorenzo e Ruè. Negli anni ’60, il figlio di Giulio, Bartolo Mascarello, già ex-partigiano e sindaco di Barolo, ha segnato una svolta significativa nella produzione. Mantenendosi fedele alle tradizioni del territorio e rifiutando influenze straniere, Bartolo ha sviluppato uno stile autonomo, originale e tradizionalista.

La cantina ha continuato a crescere, e oggi, gestita dalla figlia Maria Teresa, conta su meno di sei ettari di vigneti, di cui 3,4 ettari sono dedicati al Nebbiolo da Barolo. Questi sono suddivisi nelle quattro vigne che costituiscono l’assemblaggio storico dell’unico Barolo prodotto: Rocche dell’Annunziata (1,2 ettari di nebbiolo da Barolo), Cannubi (1 ettaro), Ruè (5000 mq) e San Lorenzo (3000 mq di nebbiolo da Barolo e 6000 mq di Barbera). Dal 2015, a seguito della decisione di spiantare la vecchia vigna di San Lorenzo, si è aggiunta una parcella in affitto di 4000 mq nell’MGA Monrobiolo della Bussia.

Filosofia produttiva di Bartolo Mascarello

Bartolo Mascarello è da sempre sostenitore dello stile classico del Barolo, che trova il suo equilibrio bilanciando i vini delle uve provenienti da differenti vigneti, che nelle loro differenze creano armonia e complessità. Per questo non ha mai prodotto vini con riferimento a un’unica vigna.

La filosofia produttiva di Bartolo Mascarello è rimasta invariata nel corso degli anni. Maria Teresa, con determinazione e rigore, ha preservato le antiche tradizioni del territorio, resistendo alle influenze del gusto internazionale e alle mode legate all’uso delle barrique.

L’azienda adotta pratiche che mirano a ridurre al minimo l’uso di interventi chimici e tecnologici sia in vigna che in cantina. Si tratta di un approccio che rispetta l’ambiente e cerca di lasciare che le uve e il vino esprimano al meglio le caratteristiche del terroir.

La gestione della vigna ha subito un cambiamento significativo negli anni Novanta, quando è stato abbandonato l’uso del diserbo chimico. Da allora, le lavorazioni del suolo sono esclusivamente meccaniche e manuali, mentre la gestione dell’apparato fogliare rimane fedele alla scelta di non cimare. Anche in cantina, l’esperienza prevale sulla tecnologia, con processi come la co-fermentazione delle uve e l’uso di lieviti isolati dall’Università di Torino. Le fermentazioni alcoliche prevedono rimontaggi regolari e una lunga infusione a cappello sommerso, per ottenere vini profondi e complessi.

Terroir di Bartolo Mascarello

I 5 ettari di vigneti di Bartolo Mascarello, situati nei cru di Cannubi, San Lorenzo, Ruè e Rocche dell’Annunziata di La Morra, rappresentano un patrimonio unico. I suoli, ricchi di storia, sono coltivati con Nebbiolo, Freisa e Dolcetto, con una resa controllata per ottenere uve di alta qualità. La tecnica di assemblaggio dei vari vigneti rimane un segno distintivo, garantendo equilibrio e armonia ai vini.

La gamma produttiva continua a prevedere un Dolcetto d’Alba, un Langhe Freisa, una Barbera d’Alba, un Langhe Nebbiolo e un Barolo “Classico”. A questi si aggiunge un Barolo Chinato disponibile solo per gli amici. La produzione complessiva si aggira mediamente sulle 30/35 mila bottiglie annue, che continuano a essere amate da appassionati di tutto il mondo.

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Jean Marco Palmieri
Jean Marco Palmieri è l'editor in chief di Italy’s Finest Wines, storico portale sul turismo del vino in Italia fondato da Daniel Thomases che vanta oltre 2 milioni e 100mila lettori e 6 milioni di interazioni annuali. Il sito web curato da Jean Marco Palmieri ha lo scopo di promuovere il vino, non esclusivamente come prodotto di consumo, ma come sintesi di territori, personaggi e vitigni autoctoni. Non una guida, ma un portale di divulgazione e approfondimento per gli appassionati del vino in Italia, con focus su tre punti cardine: Storia, Filosofia e Terroir FOLLOW US ON INSTAGRAM @JEAN_MARCO_PALMIERI