Storia del Brunello di Montalcino (2026)

Scopri la storia del Brunello di Montalcino con i momenti chiave più importanti. Troverai informazioni anche sulle cantine storiche di Montalcino che hanno fondato il consorzio.

STORIA DEL BRUNELLO DI MONTALCINO

Durante il MedioevoMontalcino rappresenta per secoli una tappa fondamentale nel commercio lungo la Via Francigena, la principale strada che collega Roma al Nord dell’Inghilterra.

Alla fine del 1800Clemente Santi, farmacista e viticoltore locale, avvia una selezione massale di uva Sangiovese per produrre un vino varietale al 100%, capace di invecchiare a lungo. Viene premiato nel 1869.

Nel 1888Ferruccio Biondi-Santi, nipote di Clemente Santi, rilascia la prima “versione moderna” del Brunello di Montalcino, invecchiata per oltre un decennio in grandi botti di legno.

All’inizio del Novecento, la fillossera distrugge i vigneti in Europa, ma Tancredi Biondi Santi ripianta il Sangiovese e adatta la sua cantina per produrre vini di alta qualità.

Nel 1926Tancredi Biondi Santi crea la Cantina sociale Biondi Santi e C. per espandere il commercio del Brunello, arrivando anche a esportare il vino negli Stati Uniti.

Nel 1933, si tiene la Rassegna dei vini di Montalcino con 10 produttori. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, il Brunello di Montalcino guadagna la reputazione di uno dei vini più rari d’Italia, con la famiglia Biondi-Santi come unico produttore registrato.

Nel 1964, l’inaugurazione della Strada del Sole A1 isola Montalcino, causando la perdita del 70% della popolazione, impoverimento e la chiusura di molte aziende vinicole.

Negli anni ‘60, con 11 produttori, nasce il consorzio del Brunello di Montalcino e successivamente viene approvato lo status DOC nel 1968.

Negli anni ‘70, il numero di produttori raddoppia a 25. Nel 1980, la regione di Montalcino diventa la prima zona vinicola italiana a ottenere la designazione DOCG.

Dalla fine degli anni ‘80 e ‘90, soprattutto grazie alla promozione del brand del Brunello di Montalcino da parte dell’azienda Banfi, si registra un notevole incremento del successo commerciale e numerosi nuovi produttori locali, italiani e stranieri, investono a Montalcino.

Negli anni 2000, la stampa internazionale celebra il Brunello di Montalcino, accrescendone la fama e i consumi crescono.

All’inizio del XXI secolo, ci sono quasi 200 produttori di Brunello di Montalcino, principalmente piccoli agricoltori e aziende familiari.

Nel 2006 un Brunello di Montalcino viene premiato migliore vino al mondo da Wine Spectator.

Nel 2008, scoppia il Caso Brunellopoli: sette aziende di Montalcino sono accusate di non aver rispettato il disciplinare di produzione che impone il 100% di vitigno Sangiovese. L’accusa si conclude con quattro patteggiamenti, un rinvio a giudizio e un proscioglimento. Da quel momento, Montalcino viene segnato dalla necessità di ritornare alle tradizioni.

Nel 2016, l’azienda fondatrice del Brunello di MontalcinoBiondi Santi, viene acquisita dalla holding francese Epi, una società di investimento legata a moda, lusso e importanti maison di Champagne.

Nel 2023 un Brunello di Montalcino viene premiato per la seconda volta migliore vino al mondo da Wine Spectator.

Quali sono le Cantine Storiche del Brunello di Montalcino?


Le cantine storiche Montalcino includono Biondi Santi, Fattoria dei Barbi, Costanti, Lisini, Argiano, Canalicchio di Sopra, Caprili, Baricci, Capanna, Nardi, che sono tra le cantine storiche fondatrici del Consorzio del Brunello di Montalcino nel 1967.

Inoltre, altre cantine storiche di Montalcino di rilievo sono Valdicava, Franco Pacenti, Val di Suga, Sassetti Livio Pertimali e Salvioni.