
(Aymavilles (AO) – Tra le realtà di riferimento della viticoltura valdostana, Les Crêtes interpreta il territorio alpino attraverso vitigni autoctoni e internazionali, parcelle d’alta quota e vini definiti da freschezza, sapidità ed eleganza.
Storia di Les Crêtes

Le origini della famiglia Charrère in Valle d’Aosta risalgono al 1750, quando la famiglia si trasferì da Grenoble ad Aymavilles. Nel corso delle generazioni l’attività agricola si sviluppò tra produzione di sidro, cereali, olio di noci e vino, nello storico edificio di famiglia che ancora oggi conserva antiche cantine e strumenti di lavorazione.
Una svolta decisiva arrivò con Antoine Charrère, che iniziò a valorizzare separatamente i diversi vigneti e i vitigni autoctoni. Il figlio Costantino Charrère proseguì questa ricerca: nel 1970 vinificò il Cru de la Sabla e contribuì successivamente alla riscoperta di varietà valdostane come Fumin e Premetta, in un periodo in cui parte del patrimonio ampelografico locale rischiava progressivamente di scomparire.
Nel 1989 Costantino fondò ufficialmente Les Crêtes. Sono anni cruciali per la viticoltura valdostana moderna, che comincia a superare una dimensione prevalentemente locale per definire con maggiore precisione l’identità dei propri vitigni e terroir. Les Crêtes partecipa da protagonista a questa evoluzione, affiancando alla valorizzazione degli autoctoni anche una nuova interpretazione dei vitigni internazionali coltivati in ambiente alpino.
Oggi Les Crêtes è guidata dalla famiglia con Eleonora Charrère, agronoma e responsabile della gestione di vigneto e cantina, Elena Charrère e Giulio Corti; l’enologo è Raffaele. L’azienda lavora 35 ettari di vigneto distribuiti in 11 comuni e circa 180 piccole parcelle, con una produzione media di circa 225.000 bottiglie all’anno.
Filosofia di Les Crêtes

La filosofia di Les Crêtes nasce inevitabilmente dalla viticoltura di montagna. I vigneti sono fortemente frammentati e distribuiti lungo la valle centrale, su pendii e terrazzamenti caratterizzati prevalentemente da terreni morenici, sabbiosi e ricchi di scheletro. Altitudine, ventilazione e marcate escursioni termiche contribuiscono a preservare aromaticità e acidità delle uve, elementi che rappresentano una delle firme più riconoscibili dei vini valdostani.
La gestione agronomica ricerca interventi contenuti e integrazione del vigneto nell’ecosistema alpino, con particolare attenzione alla biodiversità e alla salvaguardia del paesaggio. Les Crêtes aderisce inoltre al Sistema di Qualità Nazionale di Produzione Integrata (SQNPI) e affianca alla viticoltura interventi rivolti al risparmio energetico e alla sostenibilità del packaging.
In cantina l’approccio varia in funzione del vitigno e della parcella: acciaio per preservare fragranza e verticalità, ma anche botti e barrique per le selezioni destinate a maggiore complessità ed evoluzione. È un’impostazione che riflette bene l’evoluzione della moderna enologia valdostana: precisione tecnica senza rinunciare alla riconoscibilità del territorio.
Lo stile ricerca soprattutto freschezza, tensione, nitidezza aromatica e sapidità. Anche nei vini più strutturati il legno è utilizzato per ampliare complessità e capacità evolutiva, cercando di preservare quella matrice alpina che costituisce il principale tratto distintivo della produzione.
Visite e degustazioni: il Rifugio del Vino

Accanto alla cantina di Aymavilles si trova il Rifugio del Vino, moderna sala di degustazione affacciata sui vigneti e concepita come punto d’incontro tra vino, paesaggio alpino e architettura contemporanea. La struttura ospita anche il Wine Shop e rappresenta il principale spazio di accoglienza dell’azienda.
Les Crêtes propone diversi percorsi di visita e degustazione, che permettono di approfondire la produzione attraverso la visita della cantina e della barricaia. Le esperienze spaziano dalle degustazioni di tre o cinque vini agli abbinamenti con formaggi, salumi e specialità valdostane, fino alla Top Wines Experience, dedicata anche alle selezioni più importanti come Cuvée Bois e Neige d’Or. La Winemaker’s Experience permette invece, secondo disponibilità, un approfondimento diretto dei vigneti e delle tecniche di vinificazione insieme all’enologo.
Vini di Les Crêtes

I 35 ettari di Les Crêtes sono suddivisi in circa 180 parcelle distribuite in 11 comuni, un mosaico che restituisce bene la natura estremamente frammentata della viticoltura valdostana. La gamma attraversa vitigni autoctoni e internazionali, interpretando esposizioni e altitudini differenti lungo la valle.
Il vino simbolo è lo Chardonnay Cuvée Bois, prodotto dal 1995 e divenuto negli anni una delle etichette che hanno contribuito ad affermare la possibilità di produrre in Valle d’Aosta Chardonnay di struttura e longevità. Proviene da sette cru tra 550 e 750 metri e fermenta e affina per 12 mesi sur lies in barrique di rovere francese, con bâtonnage, mantenendo nel tempo una riconoscibile tensione alpina.
Neige d’Or, da Petite Arvine e Pinot Gris, rappresenta un’altra delle selezioni di punta, con vinificazioni e affinamenti separati tra botte grande e barrique. Tra i rossi spicca Fumin La Cor, interpretazione strutturata di uno dei più importanti vitigni autoctoni valdostani, affinata per 12 mesi in barrique e successivamente in bottiglia.
Particolarmente significativo è il Nebbiolo Costantino Charrère, dedicato al fondatore e prodotto a Torille, nel comune di Verrès. Affina 24 mesi in barrique di secondo passaggio e almeno 24 mesi in bottiglia, offrendo una lettura montana del Nebbiolo, vitigno che in Valle d’Aosta trova una delle sue espressioni alpine più settentrionali.
Completano le etichette di maggiore interesse Petite Arvine Fleur, Fumin, Pinot Gris Brulant, Chardonnay e Petite Arvine, insieme alle altre interpretazioni dei vitigni tradizionali della regione. Nel complesso, Les Crêtes rappresenta bene il percorso compiuto dalla Valle d’Aosta negli ultimi decenni: recupero degli autoctoni, valorizzazione delle singole parcelle e una lettura contemporanea della viticoltura alpina, nella quale freschezza e carattere territoriale rimangono il filo conduttore.
Cuvées Bois

Italy’s Finest Wines – Annata 2024: 96/100
Olfatto stratificato e di grande precisione, scandito da pesca bianca, scorza di cedro, fiori di acacia e richiami di pietra focaia, impreziositi da sfumature di nocciola e spezie dolci. Al palato è ampio e cremoso, ma ben sostenuto da una vibrante spalla acida e da una marcata vena sapida. Finale lungo, teso e minerale. Uno Chardonnay di montagna di grande carattere, in cui ricchezza e freschezza trovano un riuscito equilibrio.
Pinot Nero Revei

Italy’s Finest Wines – Annata 2023: 95/100
Seduce al naso con successioni di ribes rosso, lampone e ciliegia, cui seguono suggestioni di sottobosco, erbe alpine, cacao e spezie scure. Il sorso è slanciato e sapido, con tannini finissimi e una vivace acidità che conferisce ritmo e profondità. Finale persistente, balsamico e speziato. Un Pinot Nero di montagna elegante e verticale, di grande finezza e prospettiva evolutiva.
Chambave Moscato

Italy’s Finest Wines – Annata 2025: 92/100
Profilo aromatico fragrante e nitido, con note di pesca bianca, agrumi, salvia, fiori d’arancio ed erbe alpine. Al palato è agile e succoso, animato da una freschezza incisiva e da una piacevole sapidità che bilancia l’esuberanza aromatica. Finale pulito e floreale. Un Moscato secco territoriale, immediato ma tutt’altro che semplice.
Petite Arvine

Italy’s Finest Wines – Annata 2025: 94/100
Profumi raffinati di pompelmo, lime, pesca bianca e fiori di montagna si fondono a suggestioni minerali e sottilmente speziate. In bocca è tesa, setosa e vibrante, con acidità ben delineata e una pronunciata sapidità che accompagna il sorso verso un finale lungo e agrumato. Una Petite Arvine di grande precisione, salina e verticale, autentica interprete della viticoltura alpina valdostana.
Fumin La Cor

Italy’s Finest Wines – Annata 2022: 94/100
Naso profondo e sfaccettato, con mora, mirtillo e amarena in evidenza, seguiti da pepe nero, ginepro, violetta, erbe officinali e cenni balsamici. Al palato è materico e succoso, sostenuto da una trama tannica fitta ma ben cesellata e da una vivace vena acido-sapida. Persistenza lunga su ritorni di frutto scuro e spezie. Un Fumin autorevole e territoriale, capace di coniugare energia alpina, profondità e potenziale evolutivo.
Informazioni & Contatti Les Crêtes
Indirizzo: SR20, 50, 11010 Aymavilles AO
Telefono: +39 0165 902274
Sito Internet: www.lescretes.it
e-mail:info@lescretes.it
Degustazione in Azienda: SI
Vendita Diretta: SI




