
Dal 6 al 10 novembre la 35ª edizione al Kurhaus. In programma degustazioni, incontri sulla ricerca e una finestra sui consumi emergenti. Annunciato per il 2027 il Merano Wine Observatory.
Il Merano WineFestival arriva alla 35ª edizione affiancando alla selezione enogastronomica una riflessione sui cambiamenti del settore. Dal 6 al 10 novembre 2026, il Kurhaus e altri spazi della città altoatesina ospiteranno cinque giornate di degustazioni, incontri e appuntamenti professionali: secondo i dati diffusi dagli organizzatori, sono attese 810 aziende, con oltre 2.600 prodotti in assaggio e più di 100 produttori provenienti da 12 Paesi esteri.
Presentato il 7 ottobre al Senato, il programma mantiene l’impianto consolidato della manifestazione fondata nel 1992 da Helmuth Köcher, ma introduce alcune novità. Le più significative riguardano i premi The WineHunter e il progetto di un osservatorio permanente, destinato a partire nel 2027.
Quattro vini ottengono per la prima volta 100/100
Per la prima volta nella storia dei WineHunter Award, la commissione guidata da Köcher ha attribuito il punteggio massimo a quattro vini: Ferrari Perlé 2002, Alto Adige Terlano Rarity 2013 di Cantina Terlano, Vernaccia di Oristano Riserva 1998 di Attilio Contini e Vin Santo di Montepulciano Occhio di Pernice 2012 di Avignonesi.
Una selezione che attraversa territori e tipologie differenti, accomunati dal ruolo del tempo: dalla longevità del metodo classico e dei bianchi altoatesini alle tradizioni della Vernaccia di Oristano e del Vin Santo toscano.
I quattro vini rientrano nei 101 riconoscimenti Platinum assegnati complessivamente nelle categorie Wine, Food e Spirits. La premiazione è prevista venerdì 6 novembre al Teatro Puccini. Tra le novità del percorso di degustazione anche Next Platinum, selezione dei prodotti che hanno raggiunto il vertice della rispettiva fascia di premio.
Il programma: dai PIWI allo Champagne
Ad aprire il festival, venerdì 6 novembre, sarà TasteTerroir – bio&dynamica, con vini biologici, biodinamici, naturali e da vitigni PIWI, accanto a produzioni in anfora e affinamenti subacquei. Il brindisi inaugurale prevede un collegamento con Tokyo, dove si svolgerà la prima edizione di Merano WineFestival Japan.
Dal 7 al 9 novembre, The Festival riunirà al Kurhaus oltre 350 aziende nella sezione Wine Italia e più di 100 produttori in Wine International. Nella WineHunter Area saranno disponibili 126 etichette selezionate, servite dai sommelier FISAR Alto Adige.
La GourmetArena, aperta dal 6 al 9 novembre, ospiterà circa 150 realtà tra gastronomia, birre e distillati, insieme a showcooking, una selezione di rosati e un’area dedicata alle bevande a gradazione ridotta o nulla. Le masterclass si terranno all’Hotel Terme Merano; gli incontri commerciali avranno come riferimenti il WH Buyers’ Club e la ICE Buyers Area.
Martedì 10 novembre la chiusura sarà affidata a Catwalk Champagne&more, dedicata allo Champagne e alle bollicine italiane e internazionali.
Ricerca e consumi: il progetto per il 2027
Accanto alle degustazioni torna il summit “Respiro e Grido della Terra”, in programma il 6 novembre al Teatro Puccini, con la presentazione di cinque ricerche in ambito viticolo ed enologico e il coinvolgimento di università e della International Viticulture & Enology Society.
È su questo versante di approfondimento che si inserisce l’annuncio del Merano Wine Observatory. Nelle intenzioni degli organizzatori, dal 2027 sarà una piattaforma attiva durante tutto l’anno, chiamata a studiare l’evoluzione della produzione, della distribuzione e dei consumi.
Il progetto amplia così l’orizzonte della manifestazione oltre le giornate di novembre. La sua consistenza andrà valutata quando saranno definiti strumenti, attività e risultati: per ora rappresenta l’impegno annunciato da Köcher a dare continuità al confronto tra produttori, ricerca e mercato.
Biglietti, abbonamenti, richieste di accredito e programma aggiornato sono disponibili sul sito ufficiale del Merano WineFestival.




