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Azelia

Il proprietario, Luigi Scavino, durante la vendemmia nei suoi vigneti Il proprietario, Luigi Scavino, durante la vendemmia nei suoi vigneti
I vigneti dell'azienda Azelia nella stagione invernale I vigneti dell'azienda Azelia nella stagione invernale
Vendemmia nei vigneti dell'azienda Azelia Vendemmia nei vigneti dell'azienda Azelia
Il proprietario, Luigi Scavino, durante la vendemmia nei suoi vigneti|I vigneti dell'azienda Azelia nella stagione invernale|Vendemmia nei vigneti dell'azienda Azelia|| Il proprietario, Luigi Scavino, durante la vendemmia nei suoi vigneti|I vigneti dell'azienda Azelia nella stagione invernale|Vendemmia nei vigneti dell'azienda Azelia|| ||||

Nonostante la sua ben meritata reputazione come uno dei migliori grandi vini classici, il Barolo, durante il quindicennio tra il 1990 ed il 2005, subì cambiamenti rivoluzionari nella produzione dei vini che promisero (o minacciarono, per il punto di vista degli oppositori) di cambiare radicalmente il carattere e la personalità dell’offerta. Abbreviare il periodo di contatto della buccia durante la fermentazione del mosto, l’uso diffuso delle rapide botti di fermentazione rotanti, e, soprattutto, lo spostamento da larghi barili di quercia slovena a piccole botti francesi, fece, infatti, ciò che è chiamato “new Barolo”.

Adorato da alcuni, deprecato da altri, è la fonte di quella che sembra essere un’infinità di polemiche tra differenti produttori, e, forse ancora di più, giornalisti e critici. Tutte le rivoluzioni, comunque, alla fine compiono il proprio corso, come ha fatto anche questa. Le molte virtù del classico Barolo ben fatto erano difficili da liquidare, e la prominenza della quercia in molte bottiglie della nuova scuola, una caratteristica che ne rese un numero significativo troppo simili ai vini della California ed Australia, persuasero molti produttori, anche quelli precedentemente identificati come avanguardie, a riflettere su dove si stava andando. Ed, in molti casi, a fare un passo o due indietro.

Questo fu infatti il caso dell’azienda vinicola Azelia, non esattamente una sorpresa, dato che la casa, fondata circa un secolo fa, aveva un passato consistente di Barolo Classico di qualità da vantare prima della rivoluzione degli anni ’90. Luigi e Lorella Scavino, marito e moglie attualmente a capo della gestione dei vigneti e della cantina insieme con il figlio Lorenzo, sono persone intelligenti e riflessive e decisero, non senza una certa esitazione e dubbi, che era venuto il tempo di ritornare, almeno parzialmente, alle origini del Barolo e lasciare che fosse l’uva ed i vari lotti di vigna a parlare per se stessi nel modo più diretto possibile.

Con soltanto l’indispensabile minimo intervento delle nuove pratiche di cantina. Il risultato è stato un successo trionfale ed include una serie mozzafiato di vini da Serralunga d’Alba, la cittadina in cui la casa si è diramata fin dalle sue origini in Castiglione Falletto. 

 

Bricco dell'Oriolo

Bricco dell'Oriolo Dolcetto d'Alba DOC Azelia

Denominazione: Dolcetto d'Alba D.O.C.
Uve: Dolcetto 100%
Grado Alcolico: 13°

Scheda Azienda

  • Nome Azienda: AZ. AGR. AZELIA DI LUIGI SCAVINO
  • Indirizzo: Via Alba-Barolo 143, Castiglione Falletto (CN)
  • Telefono: +39 0173 62859
  • Fax: +39 0173 462070
  • Sito Internet: www.azelia.it
  • e-mail: l.scavino@azelia.it
  • Degustazione in Azienda: SI
  • Vendita Diretta: SI
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